“Regolarmente a rischio”: il nostro progetto sulla legalità

Su richiesta del comitato dei genitori e in collaborazione con la scuola media Manzoni di Vimercate a dicembre 2013 è stato effettuato in tutte le classi terze dell’istituto un breve progetto sulla legalità e prevenzione alla devianza giovanile.

Il progetto si è articolato per ogni classe in due giornate. Durante il primo incontro è stato affrontato il procedimento penale minorile, che in Italia prevede delle sostanziali differenze dal procedimento penale ordinario previsto per gli adulti, e sono state analizzate tutte le fasi processuali con le possibili conseguenze ed eventuali fuoriuscite dal circuito penale. Si è partiti dalla lettura di una breve storia verosimile tratta da storie realmente accadute e vicine alla quotidianità dei ragazzi pre ed adolescenti riguardante un gruppo di ragazzi minorenni denunciati a piede libero. Gli alunni sono stati stimolati nella riflessione circa le seguenti tematiche:

  • quali comportamenti costituiscono reati perseguibili penalmente; le differenze tra tipologie di reato (per gravità, reati contro le persone e reati contro il patrimonio); il codice penale e la sua composizione; approfondimento circa alcuni reati che vedono più frequentemente coinvolti i minorenni (furto, ricettazione, rapina, lesioni personali, spaccio);

  • il concetto di concorso di reato, differenza tra ruolo attivo e passivo (concorso morale) e del gruppo negli episodi devianti;

  • le fasi del procedimento penale dalla denuncia al processo; le differenze tra misura cautelare e denuncia a piede libero;

  • gli istituti giuridici previsti per i minorenni: perdono giudiziale e messa alla prova.

Tutte le classi hanno partecipato attivamente al primo incontro, dimostrando interesse e curiosità circa gli argomenti trattati e mostrando interesse nei confronti della storia proposta che sembra aver fatto risuonare in loro la possibilità di trasporre la stessa nella loro quotidianità. I ragazzi hanno infatti mostrato interesse nei confronti dei diversi personaggi riuscendo ad immedesimarsi con le emozioni delle vittime e riflettendo criticamente in merito ai comportamenti degli aggressori e dei ‘collaboratori passivi’. Hanno inoltre spontaneamente prodotto alcune riflessioni circa il ruolo degli adulti di riferimento all’interno delle situazioni problematiche e di conflitto, e hanno saputo cogliere il ruolo del concorso di reato e delle criticità legate al solo “assistere” e al non prendere le distanze da alcune situazioni definite potenzialmente a rischio e problematiche. Su curiosità degli studenti ci si è soffermati in particolare sull’analisi della leggi circa la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti e sulla detenzione di armi bianche e non, così come sul fenomeno dello stalking e della nuova convenzione di Istanbul che norma al riguardo. La curiosità e l’interesse mostrato dalle classi è stato sicuramente favorito dall’attiva presenza degli insegnanti che si sono posti in maniera costruttiva nei confronti della costruzione di un dialogo costruttivo. Alcuni studenti hanno posto domande partendo da situazioni a loro conosciute e in alcuni casi relative a conflitti tra studenti della medesima classe. Si è cercato di affrontare le domande senza entrare nello specifico di situazioni personali dei ragazzi e altrettanto senza accantonare domande per loro importanti. Ci si è quindi connessi alla storia presentata per far riflettere i ragazzi sull’importanza della legittimazione da parte del gruppo di comportamenti di una persona nei confronti di un’altra, dei sentimenti di solutine e di isolamento che quest’ultima può provare.

Durante il secondo incontro, a supporto dell’operatore sociale che i ragazzi avevano già incontrato, sono stati coinvolti due ragazzi che hanno affrontato il procedimento penale perché denunciati a piede libero da minorenni, e un referente carabiniere della Caserma di Vimercate. Gli studenti hanno posto una serie di domande e curiosità ai ragazzi circa il loro percorso, il reato commesso e le motivazioni sottostanti, i loro progetti di messa alla prova e le reazione dei genitori e del gruppo di amici a seguito della denuncia. Altrettante curiosità sono emerse circa il ruolo dell’Arma e del suo operato in relazione soprattutto ad alcune tipologie di reato. Anche in questa occasione tutte le classi sono parse coinvolte attivamente e interessate, forse anche in relazione al fatto che sono state affrontate questioni a loro nuove e “sfatate” alcune convinzioni frutto di normali luoghi comuni (sia circa la fattispecie di alcuni reati, sia sui ragazzi “cattivi” che spesso scontano la misura cautelare o la pena in carcere, con particolare attenzione alla finalità rieducativa e non punitiva del procedimento penale e sulla filosofia sottostante alla devianza minorile in fase adolescenziale).

Professionisti intervenuti:

Dott.ssa Elena Giudice e Dott.ssa Laura Petroni 

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